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Kristen Ortwed in Norway

La @FonderiaArtisticaMariani  e Kirsten Ortwed hanno appena finito di realizzare un monumento destinato ad arricchire  la  città di Moss in #Norvegia  .Una scultura che è stata fusa utilizzando due diversi tipi  materiale, alluminio per la base e  bronzo per la parte superiore.

 

Artist Kristen Ortwed

Ortwed che vive tra Colonia e Pietrasanta  ha studiato alla Accademia Di Belle Arti di Kobenhaven ed ha sviluppato la sua creatività frequentando  gli ambienti  artistici europei.

Artist : Kristen Ortwed

#FonderiaArtisticaMariani has completed a splendid monument by #KirstenOrtwed, destined to enrich  the city of Moss in #Norway.The work  was created by the fusion of 2 different materials : aluminium for the basis and bronze for the upper part and the brilliant artist  who created , born 1948 in Copenhagen,  lives and works at present between Cologne, Germany and Pietrasanta, Italy.  Kirtsen studied at the Art Academy in Københaven in 1970 and among her most significant commissions are WELL and PRECIOUS TOWER (1996) in Aars, Monument to R.W. (2001) in Stockholm, Bering Island (2002) in Horsens and Platform (2006) for the state prison in Horsens.  More recently Ortwed produced a monumental sculpture, Full Length, in connection with her big exhibition at Statens Museum for Kunst in Copenhagen in which 16 tonnes of clay have been cast into a 13 meter long sculpture.

 

In the foundry, working at the sculpture

Davide Dormino

La sua ricerca si esprime attraverso la scultura e il disegno.

Cerca nuove forme elaborando i sistemi arcaici della lavorazione dei materiali come il marmo, il bronzo e il ferro.

Attualmente è impegnato con “Anything to say?”: una scultura itinerante dedicata al coraggio e alla libertà d’informazione che ha iniziato il suo percorso da Berlino (Alexanderplatz) il 1′ Maggio del 2015 successivamente l’Opera si e’ spostata a Dresda (Theatrerplatz), Ginevra (Place des Nations), Parigi (Place Georges Pompidou).Lavora a Roma ed insegna Scultura e Disegno alla R.U.F.A. Libera Accademia di Belle Arti di Roma.

Un breve filmato sull’installazione dell’opera è visibile sul nostro sito e sulla nostra pagina FaceBook cercare : “Anything to say?”:

The artist Davide Dormino

#DavideDormino’s research develops through culture and design and looks for new shapes by elaborating the ancient methods of working materials like marble, bronze and iron.

With his “Anything to say ?”, he created an itinerant work of art  devoted to freedom and courage of press that started his path in Berlin at Alexanderplatz on May the 1st , 2015 and went on to Dresda, Geneva and Paris.

He works in Rome and teaches Sculpture and Design at the Free Academy of Arts of Rome.

A short video on the work installation is loaded on our web site, www.fonderiamariani.com and our FB Page ( @FonderiaArtisticaMariani)

La lunetta

 

Abbiamo avuto un cittadino illustre nella nostra Pietrasanta, un artista, uno scultore un uomo d’arte, che visse d’arte e respirò arte per tutta la sua esistenza.

Un artista che ha condiviso con i nostri artigiani ore di lavoro e di progettazione alla ricerca della giusta patina, delle giuste dimensioni, della giusta lega, per rendere in immagine la sua idea.

Igor Mitoraj   nasce nel 1944 in Polonia da madre polacca e padre francese e frequenta a Cracovia l’Accademia di Belle Arti sotto la guida di Tadeusz  Kantor.

 

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La sua crescita professionale lo vede a Parigi dove frequenta all’Ecole Nazionale Supérieure des Beaux-Arts e in Messico dove approfondisce la sua conoscenza delle culture sudamericane ed atzeche e dove decide di dedicarsi principalmente alla scultura.

Nel 1976 riscuote un grande Successo con la sua prima Mostra personale Presso la Galleria La Hune di Parigi. Effettua numerosi viaggi a New York, Grecia in Toscana, ed é in Toscana, a Pietrasanta, che scopre i laboratori di marmo e le fonderie e dove decide di stabilirsi definitivamente.

Nel 2001 gli viene conferita la cittadinanza onoraria della Città a cui nel corso degli anni, con straordinaria generosità ha donato Il Centauro (1994)

 

 

gli affreschi per la sala consiliare del Municipio (2000) e la Lunetta Bronzea dell’Annunciazione collocata sulla facciata dell’ex  Chiesa di Sant’Agostino.

Nel 1986 Partecipa alla XLII Biennale d’Arte di Venezi e,  nell’arco di Pochi anni le sue opere vengono esposte in molti paesi e nei più grandi musei : al British Museum, a Canary Wharf a Londra;  Bamberg; Cracovia; alla Défence di Parigi; al Museo degli Uffizi e al Giardino di Boboli a Firenze; in Piazza del Carmine e al Teatro alla Scala di Milano.. solo per citarne alcuni.

Dal 2004 Espone Le Sculture Monumentali ai Jardins des Tuileries di Parigi, Ai Mercati di Traiano di Roma,al Palazzo Reale di Varsavia e nella Valle dei Templi di Agrigento,

Attualmente nell’ area archeologica di Pompei è in corso uno straordinaria |mostra delle opere monumentali dell’ultimo periodo di attività dell’artista scomparso nel 2014.

La collaborazione dell’artista con la Fonderia Artistica Mariani è di antica data ed è lunga la lista delle opere fuse da noi, patinate da noi, progettate con noi, di cui, l’ultima in termini cronologici, “L’Annunciazione” rappresentata nella Lunetta apposta sulla facciata della Ex Chiesa di Sant’Agostino

 

LA PATINA

Oggi parliamo di patina, un argomento sempre molto sentito dagli artisti che da anni lavorano con la FONDERIA ARTISTICA MARIANI, perché è la patina che conferisce all’opera scultorea quel tratto distintivo che parla dell’artista e connota il pezzo.

Chi si affaccia a questo mestiere e a questa arte, spesso si chiede e ci chiede come si applichi la patina, per cui abbiamo pensato di dedicare questo blog a condividere con voi alcune nozioni di base sull’applicazione di una patina calda a una scultura in bronzo.

LA PATINA

Photocredit @EnricoChelli

Per questo pezzo sono stati utilizzati diversi prodotti chimici come il nitrato di ferro, di rame, d’argento a seconda del colore che si vuole ottenere o delle diverse concentrazioni.

Di per sé connotati da una certa tossicità e pericolosità, quindi NON raccomandiamo di fare un uso “casalingo” e di maneggiarli nel proprio laboratorio, nel caso ne aveste uno, ma di affidarsi alle esperte mani di un professionista.

I prodotti chimici possono essere applicati con flaconi spray o spazzole per capelli, anche se noi lavoriamo solo con pennelli di setole naturali.

Perché setole naturali vi potreste chiedere?

Semplice, perché le spazzole sintetiche si scioglierebbero al contatto con il bronzo caldo, quindi evitatele.

Fondamentale sempre e comunque, utilizzare contenitori puliti per contenere le soluzioni chimiche e non utilizzare lo stesso pennello per sostanze chimiche diverse.

Altro step importante è accertarsi che l’oggetto su cui stiamo applicando la patina sia privo di sporco e grasso. Come fare? Noi usiamo il solfuro di potassio, che conferisce un velo di patina di base al bronzo, il quale, se scaldato non raggiunge così un colore oro, ma, piuttosto un colore bruno.

Si forma quindi un primo strato che deve essere uniformato con una spugna abrasiva di piccole dimensioni per evitare che incida troppo sulla patina successiva.

Dopo aver risciacquato tutto accuratamente, siamo pronti ad iniziare.

Il bronzo va riscaldato uniformemente, nulla può rovinare una patina più velocemente del lavorare un pezzo a temperature differenti, quindi, non abbiate fretta e siate molto, molto pazienti.

LA PATINA

Photocredit @EnricoChelli

Il bronzo è un buon conduttore e il calore si dissiperà rapidamente rendendo la superfice di un caldo colore uniforme.

Testate la temperatura spazzolando o spruzzando un po’ di acqua pulita sulla superficie, se sfrigola vuol dire che la temperatura è quella giusta per cominciare ad applicare i prodotti.

 Tenete presente che verranno applicati molti strati di sostanze chimiche diverse, quindi è necessario applicare ciascuno in modo adeguato, quanto basta affinché il bronzo sia coperto, senza mai eccedere e ricordate che se lo strato diventa troppo denso, le sostanze chimiche applicate sopra di esso tenderanno a sfaldarsi perché non saranno in grado di creare un legame chimico con il bronzo.

Se la scultura è complessa e si vuole ottenere un effetto di enfatizzazione dei diversi piani, non è necessario preoccuparsi di rendere la patina troppo uniforme e possiamo continuare a riscaldare ed applicare su tutto il pezzo.

In alcuni casi lo strato sarà meno uniforme, rispetto ai passaggi precedenti, per accentuare alcune parti del pezzo.

Qui si può concentrare più calore su determinate aree per ottenere toni più scuri o persino mettere la fiamma della torcia direttamente sul prodotto subito dopo che è stata applicato, determinando così l’intensità e la tonalità del colore.

Fate però attenzione a non “trascinare” le sostanze chimiche sottostanti in quanto ciò porterà a creare una patina fangosa, a meno che questo non sia il vostro scopo finale.

Alcuni di questi strati possono essere realizzati con spazzolatura a secco.

Come si fa?

Iniziamo con lo scuotere la maggior parte della sostanza chimica dal pennello e a spazzolare molto delicatamente gli strati alti del pezzo, metodo che si rivela particolarmente efficace nel mettere in risalto la trama di un pezzo, mentre si continua a lavorare sull’intero pezzo.

Poi passiamo a variare la quantità e il tipo di sostanza chimica per evidenziare la trama e aggiungere dinamismo alla scultura.

Non cercate di renderlo perfetto e tenete presente che applicando successivamente un paio di mani di cera sulla scultura, questa tende a uniformare il pezzo e ad aggiungere profondità alla superficie.

LA PATINA

Photocredit @EnricoChelli

Le patine più scure possono essere cerate quando il pezzo è caldo per aggiungere ricchezza, mentre le patine opache è meglio che vengano cerate quando il pezzo si è già raffreddato.

 Dopo che il pezzo si è raffreddato a temperatura ambiente, applicare due mani di cera a base di carnuba, mettendo la cera sull’intero pezzo, lasciandolo riposare per un paio di minuti e strofinandolo con un panno pulito e morbido (la lana funziona bene per questo).

Applicare una seconda mano sottile e lucidarla per dare un po’ di lucentezza.

Ricordate di non lasciare che la cera rimanga sulla superficie troppo a lungo, altrimenti diventa difficile strofinare.

Ma come si manutiene la patina per averla sempre perfetta?

Le sculture dovrebbero essere cerate almeno una volta all’anno per mantenere la patina, se il pezzo si trova all’interno, in un ambiente protetto dalle intemperie.

Se invece il pezzo è all’esterno, è necessario cerare due o tre volte l’anno per mantenerlo in buono stato.

Teniamo sempre presente che la patina è un organismo “vivente”, facilmente aggredibile dagli agenti esterni: luce, pioggia, sole, vento e potrà cambiare considerevolmente se non mantenuta.

Cosa ne dite? Vi sembra tutto chiaro? No, fateci domande qui sotto oppure inviatele al nostro profilo Facebook o al nostro account Instagram, saremo felici di esservi d’aiuto con preventivi ed informazioni.

 

 

LA PATINA

Photocredit @EnricoChelli

PIETRASANTA A WASHINGTON

PIETRASANTA A WASHINGTON, CON LA FONDERIA MARIANI

PIETRASANTA A WASHINGTON

Photocredit: Fonderia Artistica Mariani

Per raccontare la storia di un uomo che ha fatto grande la propria nazione non c’è strumento migliore dell’arte e, all’interno della vasta gamma dell’espressione artistica, niente è meglio e forse più evocativo della scultura.
Deve essere stato questo il motore primo, come direbbe Dante, che ha spinto l’artista Sergey Eylanbekov a raccontare, con il bronzo, la storia del grande statista, Generale e Presidente degli Stati Uniti, Dwight David Eisenhower, nato nel profondo Texas nel lontano 1890 e morto a Washington nel 1969, dopo una vita dedicata al servizio del suo paese.
Da sempre esponente del partito Repubblicano, la politica di Eisenhower si distinse per una forte spinta libertaria in economia e per un allargamento delle competenze degli Stati, finalizzati ad un contenimento della dottrina comunista, creando la così detta Dottrina Eisenhower.
Sono tre le fasi della vita di Eisenhower che Sergey Eylanbekov ha deciso di raccontare con la sua arte: Eisenhower bambino, Eisenhower soldato ed Eisenhower statista,

PIETRASANTA A WASHINGTON

Photocredit :@autotrasportiseardo

con un’opera in bronzo patinato, formata da 12 statue monumentali di altezza superiore ai 3 metri, che saranno inaugurate al Eisenhower Memorial, il prossimo maggio 2020 e che sono state realizzate dal 2017 ad oggi presso le sedi della Fonderia Artistica Mariani.
La sua carriera di stratega militare, che lo vide protagonista della Seconda Guerra Mondiale, viene così raccontata con figure imponenti, che fieramente indossano una divisa e che ci parlano del percorso che condusse Eisenhower a diventare Comandante Supremo delle Forze Armate.

PIETRASANTA A WASHINGTON

Photocredit :@autotrasportiseardo

Una carriera, quella militare, che si interruppe quando fu chiamato a “servire il paese” da un’altra prospettiva, candidandosi nelle file del partito Repubblicano e diventando, per due mandati consecutivi,l’amatissimo Presidente degli Stati Uniti.
Come non celebrare una così grande personalità?
Come non sentire la necessità di creare una memoria imperitura delle gesta di un uomo che, dal 1952 in poi guidò la sua nazione nella crescita dell’iniziativa privata e nell’espansione di una politica industriale che l’avrebbe trasformata nello stato guida per molti paesi nel mondo?
Il fascino di Eisenhower ha colpito la sensibilità di un artista come Sergej Eylanbekov,

PIETRASANTA A WASHINGTON

Photocredit : Sergej Eylanbekov ‘s web site.

che nato ed educato in Russia, ha sviluppato la sua creatività nell’arte figurativa, trasferendosi negli Usa negli anni ’90, realizzando opere di grande forza evocativa.
Da lungo tempo uno degli artisti che contribuiscono ad arricchire il portfolio della Fonderia Artistica Mariani, Sergej ha iniziato a lavorare sul progetto dell’Eisenhower Memorial un paio di anni fa, a Pietrasanta, attraverso bozzetti e modelli, attraverso incontri e visite con il nostro team di artigiani ed il nostro management, realizzando quella sinergia fondamentale tra artista ed artigiano che è la chiave di volta di ogni opera, che è la forza dell’artigianato pietrasantino, grazie alla quale, il progetto si sviluppa, dipana, cresce e si concretizza.
Un primo step importante della crescita di questa opera è stata la presentazione di un segmento dell’impianto monumentale alla cittadinanza di Pietrasanta, con una cerimonia che ha visto autorità e pubblico accomunati dal desiderio di esprimere una profonda gratitudine nei confronti di un artista che ha scelto da tempo la nostra città per produrre le sue opere, e nei confronti di un grande che ha fatto una parte della storia di un intero popolo.

PIETRASANTA A WASHINGTON

Photocredit :@autotrasportiseardo

Il Peltro

Il peltro, materiale che da millenni popola le nostre case ed i nostri ambienti, è una lega, come i più sanno, composta principalmente di stagno, per circa il 92%, a cui si aggiunge rame, in percentuale del 5% ed antimonio, in percentuale del 3%.

Anticamente, secondo la qualità e l’uso previsto, poteva contenere anche piombo, fino ad un massimo del 15%, ma dopo la scoperta della sua tossicità, il piombo è stato bandito rendendo la lavorazione del prodotto più sicura per la salute dell’operatore.

I primi riferimenti al peltro si trovano nella Bibbia, ma anche nelle iscrizioni romane d’epoca imperiale e, incredibile ma vero, in alcuni testi egizi.

Il Peltro

Il peltro viene da sempre utilizzato soprattutto in oggetti artistici, monili, trofei, vassoi, piatti, sia nella nostra vita quotidiana, sia nei riti religiosi e pagani e la sua lunga storia, forse dipende dal fatto che fonde a temperature relativamente basse, intorno ai 500 gradi, per cui non aveva bisogno di moderne tecnologie.

Il Peltro
Photocredit : Homelook.it

Un tempo si produceva colando una lega di stagno in forme di ferro e di ottone incise, e successivamente lavorandola con la tecnica della corrosione e della martellatura per ottenerne le forme della tradizione artigiana.

Oggi viene lavorato a caldo in stampi di ghisa, terra o gomma siliconica e poi rifinito a mano artigianalmente, oppure stampato in lastre e lavorato al tornio, ma sempre utilizzando tecniche prettamente artigianali.

La sua lavorazione richiede perizia e maestria, soprattutto al momento della saldatura, fase estremamente delicata e difficile, data la peculiarità del materiale stesso.

Il Peltro
Photocredit : Dedalopeltro.it

Forse in pochi sanno che questo materiale viene ancora oggi utilizzato per la fabbricazione delle canne d’organo il cui suono e la cui musicalità, riempiono di armonia le nostre chiese e le nostre sale da concerto.

Il Peltro
Photocredit : wikipedia

Ma é nel Medioevo che si ha il vero punto di svolta nella storia del peltro grazie alla nascita delle Corporazioni delle arti e dei mestieri, che videro lo sviluppo di comunità artigiane di fonditori di stagno e peltro.

In Italia, le storie del peltro e di Venezia si fusero nel XII secolo, come testimoniano gli statuti e gli ordinamenti che disciplinano i rapporti tra i singoli produttori, raccogliendoli nella corporazione dei peltrai di Venezia, sicuramente una delle più importanti in Europa che importava stagno dal Medio Oriente.

In Toscana, così’ come ci racconta Plinio il Vecchio, l’estrazione dello stagno, attività protrattasi per un lungo periodo, fu sospesa per editto imperiale e il materiale fu importato dalla lontana Cornovaglia.

Alla Fonderia Artistica Mariani, il peltro viene usato per fusioni di piccole e medie dimensioni, richieste da un mercato dell’arte che fa del peltro una lega molto apprezzata per l’assoluta precisione dei dettagli che risultano molto definiti, come si può evincere dalla foto di questo magnifico dettaglio di un’opera in corso di lavorazione.

Il Peltro
Photocredit : @Fonderiamariani

La procedura da noi adottata, é molto vicina a quella usata per fondere il bronzo e l’argento e produce un colore finale che spesso viene confuso con quello dell’argento, grazie alla sua lucentezza, rendendo le forme dell’opera attraenti per l’occhio dello spettatore.

Il Peltro
Photocredit : @Fonderiamariani.

La Rinascita del peltro, come materiale, vede il suo inizio in Italia dagli anni ’70, con l’avvento della legge che lo liberò dal piombo e dalle sue pericolosità e continua nei tempi moderni per la sua versatilità e per la sua caratteristica di ossidarsi molto poco, conservando un aspetto integro per un lungo periodo.